lunedì 26 gennaio 2026
Specificità dei mezzi artistici
Un tempo, a meno di essere dei geni, serviva un lungo apprendistato per imparare bene una tecnica artistica: che peraltro era costosa da usare e quindi non ammetteva sprechi o tentativi dilettanteschi.
lunedì 19 gennaio 2026
Tribunali e artisti.
Un tribunale ha stabilito che conta chi
ha l'idea di un'opera d'arte, non chi la realizza. Nel caso in
questione, la scelta del tipo di mocassini indossati dal papa
abbattuto da un meteorite o la stoffa della giacca del piccolo
dittatore inginocchiato sono stati giudicati irrilevanti.
Probabilmente c'è una legge che
stabilisce così.
Ma se pensiamo (ad esempio) a “Mille
bolle blu”, diciamo che è una canzone di Mina o di
Parravicini/Rossi? E “Tintarella di luna”? Se la canta la
Pausini, diciamo che canta una canzone di Mina o di De Filippi o chi
so altro? Eppure, l'idea della canzone è loro, Mina è solo
un'interprete.
Ma immaginiamoci sempre i giovani Mick
Jagger e Keith Richards. Hanno appena scritto Satisfaction, e si
dicono: be', il più è fatto. Noi abbiamo avuto l'idea, che è la
cosa principale: adesso mandiamo Jack e Bob a cantarla sul palco
(davvero?).
E quando facevano le statue,
l'importante è che fosse la mano del maestro a dare il tocco finale
(spesso la sbozzatura la faceva la bottega). Michelangelo sceglieva
personalmente nelle cave i blocchi di marmo da scolpire - o gli
bastava mettere il suo nome sotto il disegno iniziale del David?
Insomma la legge può dire quello che
vuole. Ma in arte conta anche la materia, il suono, le mani (non solo l'idea).
mercoledì 1 maggio 2024
Finto.
Se una canzone come Albachiara (dove immagina una ragazzina che si masturba nella sua stanza) fosse cantata da uno tipo Berlusconi, l'avrebbero arrestato per pedofilia (giustamente).
Va a Sanremo, per la sua casa discografica copre il target dei giovani indisciplinati. È un prodotto di mercato. Poi qualcuno ci casca, per carità.
[per la cronaca, il suo manager negli anni '60 era stato infiltrato dalla polizia nei circoli anarchici milanesi; da qui, dopo Piazza Fontana era stato fra quelli che aveva falsamente accusato Pinelli (che poi morì – o fu ucciso – in Questura); per questa sua delazione comunque fu aiutato a ottenere i permessi per aprire la sua discoteca, dalla quale partì il suo successo. Il suo manager.]
mercoledì 4 agosto 2021
Classico vs contemporaneo
Classico è quando guardi una cosa tutti i giorni e non ti stanchi mai, trovi sempre qualcosa che ti piace.
Contemporaneo è quando dici: be', questo lo potevo fare anch'io. E qualcuno obietta: sì, ma lui l'ha fatto prima.
Classico è quando non importa chi ha fatto l'opera, anche una copia (o un falso) va bene. Contemporaneo è quando fa schifo, ma l'ha fatto Picasso. Se uno copia un contemporaneo, è un pirla (o un furbacchione).
Classiche sono le statue del Buddha, sempre uguali da secoli ma sempre un po' diverse. Classici sono i templi giapponesi, sempre in ristrutturazione – ma le parti nuove non si notano, solo gli alberi sono quelli originari. Se aggiungiamo noi qualcosa a una chiesa, subito si nota, è un falso storico. Ma chi invece noterebbe se una siepe di bosso è stata piantata dieci anni fa, o cento?
Classico è un pezzo di musica suonato da Claudio Arrau o da Svjatoslav Richter: è la stessa musica, ma diversa. E nessuno dice: be', questo lo potevo fare anch'io.
Classico non è “stanca ripetizione”. Contemporaneo è tutto il contrario.
lunedì 3 maggio 2021
Performance Art
Un gruppo di persone in mezzo a una grande folla di spettatori in festa, strappa la statua di un mercante di schiavi dal piedistallo e la butta nel fiume.
Qualcuno la chiama cancel culture. Io dico che una rappresentazione artistica di simile risonanza mondiale, collettiva e anonima, su un tema così sensibile, non si era mai vista.
Altro che quelle banalità che si vedono in Biennale.
domenica 2 maggio 2021
Attorno al tempio ci sono alberi, fiori, laghetti pieni di pesci colorati e cascatelle che ricordano quelle di montagna – ma è tutto fatto e mantenuto nel tempo come se.
Prima di entrare nel recinto, ci si sciacqua le mani con un mestolo che pesca nell'acqua corrente.
Nel bosco sotto gli alberi all'intorno, statue di Buddha in legno si infradiciscono lentamente, si coprono di muschio e tornano lentamente alla natura.
Sulla scalinata che porta al tempio Zen, chi sta per entrare dà un colpo alla campana. Così, nel bosco, il suono della campana annuncia la gente che arriva: un tocco solitario, è quasi vuoto; una serie di tocchi, tanta gente sta arrivando.
Nel recinto, all'esterno, un braciere fumoso su cui si passano le mani.
Dentro il tempio di legno, un monaco prega seduto per terra davanti a un fuoco furioso, alto più di due metri, che rugge, scalda e affumica tutta la stanza.
Uscendo dal tempio, si scrivono su tavolette di legno i propri desideri, che poi vengono appesi a un graticcio dove tutto sbattono leggermente nel vento. Il suono di centinaia di tavolette oscillanti nel vento è quello dei nostri desideri che se ne vanno.
[e poi parlano di performance artistiche!]
lunedì 26 ottobre 2020
Nelle grotte francesi
Ma non è finita. In un'altra grotta, un cinghiale di argilla, perfettamente rappresentato con grande realismo, è tagliato in due da un colpo di lancia – una performance. Due chilometri in fondo a una grotta, dove passavano il letargo gli orsi delle caverne – ci sono ancora i segni degli unghioni sulle pareti – una fila di mammut. E un autoritratto degli autori: senza barba, con un cappellino, il nasino. Uguali a noi, insomma, non dei bestioni come li si rappresenta di solito (ma tutti quei grossi animali sono spariti, cacciati fino all'ultimo in realtà non per motivi di nutrimento, ma come festa dei cacciatori esibizionisti – potenza della socialità! - chiamiamola così...).
Di questa tradizione figurativa, che durava appunto da trentamila anni, il Novecento verrà ricordato come l'età in cui è scomparsa (come dice Jean Claire).
Non dico che vada recuperata nella forma. Ma almeno nello spirito.



martedì 20 ottobre 2020
Bbody artt!
Yves Klein iniziò intingendo donne nude nell'inchiostro e facendole rotolare sulla carta. Quella sì era arte! Perbacco (e le ragazze poi...).
Gli rispose una giapponese che si infilò un pennello nella figa e dipinse con quella (il rendiconto pudicamente dice: nelle mutande. Ma come faceva a tenerlo?). Così impara, quel maschilista di Klein.
Seguì un'altra che dipingeva nuda su un'altalena (e gli spettatori potevano spiarla da dei buchini nelle pareti).
Uno che pisciò sugli spettatori. Uno che fece correre gli spettatori al gelo fra urla, puzza, rumori e pericoli vari.
Uno che fa la cacca in pubblico e poi se la mangia.
Uno che si fa inchiodare sulla croce.
Uno che si fa inchiodare, ma per i genitali.
Un altro che si fa inculare da un cane in diretta.
Una che mette degli strumenti di tortura sul tavolo e dice fate di me quello che volete (sembra un po' uno di quei terribili video porno sado-maso).
Che altro resta da fare ancora?
Spararsi nelle cervella in diretta.
Bombardare una città fino a raderla al suolo.
Mettere un po' di spettatori nudi al gelo e poi infilarli in una macchina che li uccide – ad esempio (tranquilli, ci ha già pensato qualcun altro...).
Insomma, è stato un fuoco di paglia, un vicolo cieco (finalmente). O una resa esibizionista alla mercificazione capitalista, per dirla in altri termini (altro che critica o denuncia).
(tranne che c'è ancora qualche artistoide di provincia che ogni tanto ci prova: ci mettiamo tutti nudi e ci diamo manate con il colore! È body art! - ma è solo per acchiappare qualche ragazza ingenua)
Sic transit.
[c'è da chiedersi però quale fosse il meccanismo che spingeva le ragazze a prestarsi alle performance di Aktionismus. Masochismo? Voglia di apparire? Per quale motivo ti fai coprire di fango, umiliare, denudare e maltrattare in pubblico se non per partecipare in qualche modo alla gloria dell'artista (o sedicente tale)?]
domenica 31 maggio 2020
Modesta proposta
In arte
l'opera va vista in sé
non conta la firma
non conta chi l'ha fatta prima
Conta che sia tua
conta se è bella
e quanto è fertile (ovvero quante altre idee e quante belle opere ispirerà)
a lungo nel tempo.
[e quindi:
mercoledì 29 aprile 2020
La trovata
martedì 18 febbraio 2020
Teatranti.
[in verità però lei aveva ottenuto che ci fosse qualcosa che ricordasse la sua situazione: e quindi a un certo punto spuntava dal fondo, vestita in borghese, tirava fuori una P38 immaginaria, piegava le gambe, e con le braccia tese davanti a sé sparava al pubblico. La gente si chiedeva: e questo cosa c'entra? Ah questo teatro d'avanguardia, non ci si capisce niente!]
mercoledì 22 gennaio 2020
Lo stato delle arti.
martedì 23 luglio 2019
Böcklin (altro che i futuristi)
lunedì 29 aprile 2019
Arty (Johnson e Kennedy)
sabato 20 aprile 2019
Gauguin era un turista sessuale.
martedì 29 gennaio 2019
Finti
giovedì 4 febbraio 2010
Le smanie per l'assoluto.

giovedì 28 gennaio 2010
Nuove forme d'arte
martedì 26 gennaio 2010
Andy Warhol era pagato dalla CIA?
domenica 24 gennaio 2010
Rothko arreda molto.

















