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giovedì 25 luglio 2024

Il trasporto

Nelle favole, terminata la storia, il cattivo muore (o si redime). Il narratore non è mai cattivo, i malvagi sono gli altri. E se è cattivo, è almeno affascinante.
Nella realtà non è così: il tema di fondo dei racconti è appunto quello di mostrare come il male sia in qualche modo connesso alla ricerca del bene, ai sogni ad occhi aperti e alle fantasie (e magari agli incubi) che ci guidano alla scoperta delle cose nuove: e dunque ci riguardi – almeno potenzialmente – tutti. E in questi racconti è spesso l’io narrante, la voce della coscienza con cui ci si identifica, che rischia di cadere nel male (ma senza per questo essere giustificato).
Il tempo storico è a partire dalla fine degli anni ’70, quando ahimè molti sogni e volontà di cambiamento si sono tramutati appunto in qualcosa di terribile e inglorioso.
Se interessa, lo si può leggere qui.



martedì 9 luglio 2024

Innamorati (perduti)

I racconti e le canzoni ai tempi parlavano anche di passioni non corrisposte. Adesso invece parlano solo di quando ci si lascia, e si dà per scontato che uno si faccia coinvolgere solo quando pensa che tutto andrà bene. Qui invece si parla delle passioni senza speranza, in tutti i sensi: politica, lavorativa, amorosa; ripercorse attraverso mille rapidi raccontini, con il tono asciutto e sintetico con cui ci si aggiorna quando ci si incontra fra conoscenti. Perché a volte leggere le cose altrui che vanno male è sorprendentemente rilassante. E poi si impara sempre qualcosa.
Volendo, lo si può leggere qui:


lunedì 28 settembre 2009

Riunione.

Riunione di alto livello: il Grande Architetto, il Famoso Avvocato, l'Assessore e il dirigente responsabile discutono del nuovo piano regolatore davanti alla Commissione Consiliare. In una pausa del dibattito, il dirigente si volta e mi sussurra: certo che non ci si capisce niente, eh!
Un altro dirigente, a una riunione ridacchia: non se n'è accorto nessuno, non se n'è accorto nessuno... Poi spiega: il nuovo parco: l'ho progettato io. E sapete come l'ho fatto? In modo che dall'alto sembrasse un insetto – vedete, qui c'è il corpo, qui la testa, qui le zampine... Effettivamente, è così. Da una vista aerea, sembra proprio un bacherozzo. Eh, sono soddisfazioni.

(nel 2005 avevo pubblicato, prima su "Fernandel" e poi su "Best off 2006", minimum fax, un racconto intitolato appunto "l'urbanistica spiegata agli innocenti". Se vi interessa, lo potete trovare qui )