(Giordano
Bruno e De vinculis)
Molti
conoscono Giordano Bruno perché è stato bruciato sul rogo dalla
Chiesa, una specie di martire dell'anticlericalismo. Altri per testi
come Lo spaccio della bestia trionfante (dove si può leggere quell'incredibile passo sull'arcangelo indaffarato a contare tutti i
capelli di una persona, o a seguire i singoli movimenti di un
insettino... grottesca ma logica conseguenza dell'onniscienza
divina). Bruno sostenne anche che il dominio sugli altri si basa
sul loro desiderio amoroso, e questo sull'immaginazione; chi controlla
l'immaginazione e quindi il desiderio controllerà le persone, che
non vogliono altro che abbandonarsi a chi le fa sognare.
Terribilmente
attuale.
il
libro si può leggere qui
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Questo
eccentrico e dinamico filosofo del Rinascimento era convinto che
l'intero universo fosse tenuto insieme dall'amore erotico. L'amore in
tutte le sue varianti dominerebbe il mondo dalla natura fisica ai
cieli metafisici, dalla sessualità all'amore dei mistici; esso
"porta sia alla [sessualità] animale sia all'intelletto e si
chiama divino [misticismo]"
Bruno
estese il termine Eros fino ad abbracciare in definitiva tutte le
emozioni umane e lo descrisse in termini generali come la forza
primordiale che lega, o meglio - come dice lui - "incatena"
tramite l'affetto. "Il legame più potente di tutti è...
l'amore".
L'amante
è incatenato al proprio amato. Ma non c'è bisogno che si applichi
anche il contrario; l'amato stesso non deve necessariamente amare.
Questa definizione di amore come "catena" rese possibile a
Bruno di vedere anche l'odio come modo d'espressione dell'amore
erotico, poiché chi odia è "incatenato" all'odiato,
proprio come l'amante all'amato.
Secondo
Bruno, "la capacità d'incatenare" è anche la
caratteristica principale della magia; un mago si comporta come un
illusionista, quando lega la sua vittima (sia un umano che uno
spirito) a sé con l'amore. "Abbiamo parlato della magia
naturale, abbiamo descritto fino a che punto tutte le catene si
relazionano alla catena dell'amore o sorgono in essa". Più di
tutto, l'amore lega le persone, e ciò gli dà qualcosa di demonico,
specialmente se sfruttato da un partner a svantaggio dell'altro. "Per
quanto riguarda tutti coloro che si dedicano alla filosofia o alla
magia, è del tutto evidente che il massimo legame appartiene
all'amore erotico; ecco perché i platonici chiamarono l'amore il
Grande Demone, daemon magnus" .
Ora,
come funziona questa magia erotica? Secondo Bruno un coinvolgimento
erotico/magico fa sorgere tra gli amanti una "rete" di
affetti, sentimenti e stati d'animo. Questa rete è intrecciata da
sottili "fili di affetto", ed in questo è quanto mai
vincolante. La rete (la rete erotica) si può esprimere in una
relazione sessuale (mediante la dipendenza sessuale) ma nella
maggioranza dei casi il potere di legare è rafforzato dal fatto che
è di natura psicologica. Ogni forma d'amore incatena alla sua
maniera. "Quest'amore "dice Bruno, "è unico, è una
catena che rende tutto uno"
Si
può controllare chi si lega a se stessi, in quanto "mediante
tale catena, l'amante viene rapito, così da voler essere trasferito
all'amato" scrive Bruno. Di conseguenza, il vero mago è
l'amato, che ruba l'energia erotica dell'amante per accumulare il
proprio potere. Egli trasforma l'amore in potere, è un manipolatore
dell'amore erotico.
Bruno
si riferisce al manipolatore come a un "cacciatore di anime".
Quest'ultimo può raggiungere il cuore dell'amante tramite i sensi:
la vista, l'udito, lo spirito, l'immaginazione [di lei],
incatenandola così a lui. Lui la può guardare, sorriderle, tenerle
la mano, riempirla di complimenti adulatori, dormire con lei, o
influenzarla tramite il suo potere d'immaginazione. "Nell'incatenare,
"dice Bruno,"ci sono 4 movimenti. Il primo è la
penetrazione o inserimento; il secondo è l'attacco della catena, il
terzo è l'attrazione, il quarto la connessione, noto anche come
godimento. Quindi l'amante, vuole penetrare completamente l'amato con
la lingua, la bocca, gli occhi, ecc."
Cioè,
l'amante non solo permette di essere incatenata, ma deve anche
sperimentare il massimo desiderio per questo legame. Questa bramosia
deve crescere al punto che lei vuole offrire se stessa ed il suo
essere al manipolatore amato e vorrebbe "scomparire in lui".
Questo dà al manipolatore potere assoluto sull'incatenata.
Il
manipolatore evoca tutte le modalità d'illusione nella
consapevolezza della sua vittima d'amore e ne stuzzica le emozioni e
desideri. Apre il cuore dell'amante e può prendere possesso della
persona così "ferita". Domina le emozioni estranee e
"possiede mezzi per forgiare le catene che vuole: speranza,
compassione, paura, amore, odio, indignazione, rabbia, gioia,
pazienza, sdegno per la vita e per la morte", scrive Ioan P.
Couliano nel suo libro "Eros e magia nel Rinascimento" .
Ma
l'incantesimo magico messo in atto non può mai avvenire senza la
manifesta volontà della persona incantata. In contrasto, il
manipolatore deve sempre risvegliare nella vittima la suggestione che
tutto sta accadendo per il suo esclusivo interesse. Egli crea la
totale illusione che l'amante sia il prescelto, che sia una persona
indipendente che segue la propria volontà.
Bruno
cita anche un metodo indiretto di acquisire influenza, in cui
l'amante ignora del tutto di essere manipolata. In tal caso, il
manipolatore fa uso di "potenti esseri invisibili, demoni ed
eroi", che egli congiura con incantesimi magici (mantra) per
raggiungere lo scopo prefisso con il loro aiuto.
Dalle
citazioni che seguono apprendiamo come questi spiriti lavorano per il
manipolatore: essi non necessitano "né di voce né di
bisbiglio, ma penetrano i sensi interiori [dell'amante] come
descritto. Così non solo producono sogni e voci da sentire e cose da
vedere; al risveglio provocano anche certi pensieri che vengono
riconosciuti come verità e che difficilmente possono essere
riconosciuti come provenienti da qualcun altro". In tal modo
l'amante crede di agire di sua volontà, mentre di fatto viene
guidata e controllata mediante lusinghe di natura magica.
Il
manipolatore stesso può non sottostare ad alcuna inclinazione
magica. Come yogi tantrico, egli deve tenere completamente sotto
controllo, dall'inizio alla fine, i propri sentimenti. Per tale
ragione, un ben sviluppato egocentrismo è una necessaria
caratteristica per il bravo manipolatore. Gli è permesso un solo
amore: il narcisismo (philautia); secondo Bruno solo una ristretta
élite possiede la capacità richiesta, poiché la maggior parte
della gente si arrende a emozioni incontrollate. Il manipolatore deve
tenere completamente a freno la sua fantasia: "Attenzione, "lo
ammonisce Bruno, "a non trasformarti tu stesso da manipolatore a
strumento dei fantasmi" . Un vero mago europeo deve, come i suoi
colleghi orientali (i Siddha), riuscire "ad arrangiare,
correggere e fornire fantasie, per creare i diversi tipi a seconda
della sua volontà".
Egli
non deve sviluppare alcun sentimento reciproco per l'amante, ma deve
far finta di averne, poiché, come dice Bruno, "le catene
dell'amore, amicizia, buona volontà, favore, bramosia, carità,
compassione, desiderio, passione, avarizia ecc. scompaiono del tutto
se non sono supportate dalla reciprocità. Da qui viene il detto
'l'amore, senza amore, muore' ". L'intento di tale affermazione
è completamente cinico, in quanto il manipolatore non ha alcun
interesse nel rendere reciproco l'amore erotico dell'amante, ma
piuttosto simula una tale reciprocità.
Ma
perché l'inganno funzioni, il manipolatore non deve restare
completamente freddo. Deve conoscere, con la propria esperienza, i
sentimenti ch'egli evoca nell'amante, e mai arrendersi egli stesso ad
essi: "Egli deve anche saper infiammare, con i suoi meccanismi
fantasmici, delle formidabili passioni, a condizione che egli sia
distaccato da tali passioni. Perché non c'è modo di stregare altri
che sperimentando in se stessi le cose che si desidera produrre nella
vittima". L'evocazione delle passioni senza caderne preda è,
sappiamo, più o meno il leitmotiv del tantrismo.
L'aspetto
più strabiliante della tesi di Giordano Bruno sulla manipolazione,
comunque, consiste nel fatto che, come nel Vajrayana, egli nomina la
ritenzione del seme come potente strumento di controllo che il mago
deve padroneggiare, poiché "mediante l'espulsione del seme le
catene [dell'amore] vengono allentate; mediante la ritenzione,
invece, rafforzate". In un passaggio successivo possiamo
leggere: "Se questo [il seme virile] viene espulso da una parte
appropriata, la forza delle catene è ridotta in modo corrispondente"
(citato da Samsonow, 1995, p. 175). Oppure il contrario: una persona
che trattiene il seme rafforza in questo modo il legame erotico
dell'amante.
L'idea
di Bruno che ci sia una corrispondenza tra l'amore erotico ed il
potere è dunque in accordo con il dogma tantrico anche sulla
questione della gnosi dello sperma. La sua teoria sulla manipolazione
dell'amore offre un approfondimento psicologico di valore nell'animo
dell'amante e del manipolatore amato.
Ci
aiuta anche a capire perché le donne stesse si arrendono agli yogi
buddhisti e cosa viene messo in gioco nel loro mondo emotivo, durante
i rituali. Come abbiamo già indicato, quest'argomento è stato
completamente soppresso, nelle discussioni sul tantra. Ma Bruno ci si
rivolge apertamente e in modo cinico; ciò che viene manipolato è il
cuore dell'amante. Per il manipolatore (o per lo yogi) l'effetto è
dunque più grande, quanto più la sua "karma mudra" [la
sua yogini] si arrende a lui.
L'opera
di Bruno "De vinculis in genere" [Sui vincoli in generale]
(1591) può essere paragonato, in termini di cinismo e approccio
diretto, solo con "Il principe" di Machiavelli (1513).
Couliano giustamente indica che come il Machiavelli esamina la
manipolazione politica, così Bruno esamina quella psicologica.
Dunque non è tanto di amore nella coppia, di cui si parla, quanto di
amore erotico nelle masse. Culiano afferma che questa è l'intenzione
di Bruno: che le masse servono al manipolatore come "catena".
L'ex-monaco di Nola riconosce "l'amore" manipolato come un
potente strumento di controllo per la seduzione delle masse. Quindi
la sua teoria contribuisce molto alla comprensione dell'attrazione
seduttiva che i dittatori e i pontefici esercitano sulla gente che li
ama. Questo rende attuale l'opera di Bruno, nonostante il suo
contenuto cinico.
Bruno
riconosce che l'amore in senso lato è "l'elisir della vita";
questo rende possibile la creazione e il mantenimento delle
istituzioni di potere guidate da una persona (come il Papa, il Dalai
Lama o, per esempio, un "amato" dittatore). Per quanto
possa esser forte l'amore, se resta a senso unico, esso è
manipolabile nella persona dell'"amante". Certamente, più
forte diventa, più facilmente può essere usato o "usato male"
per scopi di potere (da parte dell'"amato").
Nel
libro "Eros e magia nel Rinascimento" Couliano esprime
l'opinione che tramite i mass media l'Occidente sia già stato
intrappolato in tale "rete erotica" manipolabile.
Alla
fine della sua analisi del trattato di Bruno sul potere, Couliano
conclude: "E poiché le relazioni tra gli individui sono
controllate da criteri 'erotici', nel senso più lato dell'aggettivo,
a tutti i livelli la società in se stessa non è altro che magia
applicata. Tutti gli esseri inconsapevolmente a causa della maniera
in cui il mondo è costruito, si ritrovano in un luogo intermedio
'inter-soggettivo' e prendono parte a un processo magico. Il
manipolatore è l'unico che, avendo compreso il meccanismo nel suo
insieme, è dapprima un osservatore delle relazioni inter-soggettive,
e al tempo stesso acquisisce quella conoscenza di cui s'approfitterà
in seguito" .