giovedì 27 agosto 2026
Iniziare a lavorare (è un trauma).
Davvero bisogna comportarsi così? Fare i lavori a metà tanto il cliente è scemo e non se ne accorge? Cercare di fregare il collega? Pensare solo ed esclusivamente e aggressivamente all'interesse di chi conta, nella versione più sordida e meschina, perdipiù? Spremere i fornitori, tartassare i sottoposto, anche quando non serve, così imparano? Eppure ero in una delle strutture fra le più rinomate e prestigiose, possibile? Possibile sì. Anzi, è così dappertutto, anche peggio.
giovedì 6 agosto 2026
Se
...India e Cina si sono liberate dal colonialismo; se il Vietnam ha avuto l'indipendenza, se quella di Cuba è durata così a lungo; se è finito l'apartheid in Sudafrica, se sappiamo che la sorte dei palestinesi avrebbe potuto essere migliore.... se i miliardari psicopatici e razzisti se ne stavano buoni e non avevano aspirazioni di carriera politica...
[e certo anche Romania, Ungheria, Bulgaria, Slovacchia, Croazia meritavano una sorte migliore: ma non dimentichiamoci che erano alleati di Hitler durante la guerra mondiale. E anche la Polonia, aveva approfittato della guerra civile per attaccare... in qualche modo è comprensibile]
martedì 28 luglio 2026
Lo sapevano tutti.
Quando ad inizio anni '80 le ragazze
venivano allettate ad entrare nel mondo della moda, della
televisione, dello spettacolo: ma lo sapevano tutti che il più della
volte finivano per farsi scopare dal primo che passa, da qualche
sedicente produttore o in qualche festa al mare dove dovevano stare
con tutti se volevano essere introdotte in quel mondo lì. Ma lo
sapevano tutti, che era così che andava.
Adesso si legge delle vittime di
Epstein, minorenni circuite con la promessa di un futuro con persone
importanti, glamour, internazionali, alla moda... ma lo sapevano
tutti come andava a finire.
Ma anche il vaticanista sulla prima
pagina del Corriere si indigna: cosa sono queste storie di abusi
sessuali sui minori in ambienti ecclesiastici? Ma se lo sapevano
tutti che uno dei benefit di insegnare nei convitti era quello di
potersi portare fra le lenzuola una ragazzina o un ragazzino a
piacere...
Insomma c'è qualcosa di strano in
queste cose che sapevano tutti (ma che nessuno diceva).
lunedì 27 luglio 2026
Una dimensione sola
Immaginiamo di dover colpire qualcuno
con un oggetto. Iniziamo con qualcosa a tre dimensioni, tipo una
palla: ma è goffa, pesante, rimbalza.
Immaginiamo allora di usare un oggetto
quasi a due dimensioni, tipo uno scudo: già meglio.
Ma passiamo a quelli con una sola
dimensione prevalente, la lunghezza: un bastone. Decisamente meglio.
E ancora meglio: la punta del bastone, senza dimensioni (o quasi).
Una punta più acuminata possibile, con altezza e larghezza quasi
nulla: la più efficace e incisiva.
Ora pensiamo a una persona con molti
interessi. Famiglia, amicizie, amori, sport, arte, cultura, lavoro,
politica, mistica, religione, eccetera: molte dimensioni, forse
troppe. E adesso pensiamo a quella persona ridotta a una dimensione
sola, quella del lavoro. Forse qualcosa si perde, ma su quello sarà
acuminata e incisiva come non mai. E per il resto, pace e amen.
domenica 26 luglio 2026
Napoletani in montagna
Arrivo in cima a un alpeggio dopo una
lunga salita sul sentiero. Le mucche fuori dalla stalla pascolano su
un prato fradicio su cui scorre un velo d'acqua, che poi zampilla giù
in basso in mille rivoletti.
Tre ragazzi (due ragazzi e una ragazza, di buona famiglia a giudicare dai vestiti) stanno riempiendo le loro borracce a uno di quei rivoletti. Certo, l'acqua è limpida, ma viene giù da un prato pieno di merda e piscio di vacca, forse non è il caso. Saranno inesperti, mi dico, e quindi glielo faccio notare: dietro la stalla c'è una fonte, meglio andare lì. Mi guardano un po' sospettosi, sono napoletani. Si allontanano un po', e poi quando pensano che non li guardi, ricominciano a riempire le borracce da un altro di quei rivoletti.
Tre ragazzi (due ragazzi e una ragazza, di buona famiglia a giudicare dai vestiti) stanno riempiendo le loro borracce a uno di quei rivoletti. Certo, l'acqua è limpida, ma viene giù da un prato pieno di merda e piscio di vacca, forse non è il caso. Saranno inesperti, mi dico, e quindi glielo faccio notare: dietro la stalla c'è una fonte, meglio andare lì. Mi guardano un po' sospettosi, sono napoletani. Si allontanano un po', e poi quando pensano che non li guardi, ricominciano a riempire le borracce da un altro di quei rivoletti.
[avranno pensato: ma guarda questo
scocciatore, con le sue regolette. Ma non sei tu che mi dici cosa
devo fare, faccio quello che voglio, io! Prego prego, faccia pure]
venerdì 3 luglio 2026
I riformisti e il Gatto con gli Stivali
Spesso non ci si ricorda di in
passaggio finale della fiaba: quando il Gatto va da un orco, ricco,
potente e dotato di arti magiche, e prima inizia a blandirlo: oh, tu
orco sei sicuramente il più forte e il migliore e puoi fare tutto.
Ma non so perché, mi chiedo se tu sia capace anche di trasformarti
in qualcosa di piccolo, in un topolino ad esempio, no, credo che
questo tu non ne sia capace. L'orco piccato, urlò: ti faccio vedere
io se non sono capace! Si trasforma in un topolino, e il gatto subito
lo afferra e se lo mangia.
Caro movimento internazionale dei
lavoratori, come sei forte e potente! Non c'è nessuno come te, hai
già vinto. Ma davvero sei una forza politica moderna e liberale?
Davvero sei capace di dialogare con le forze imprenditoriali? Mah,
vediamo un po' cosa sai fare, vieni sul panfilo che ne parliamo...
Dopodiché sappiamo come è andata a
finire.
giovedì 2 luglio 2026
I riformisti e Gengis Khan
Quando si profilarono all'orizzonte le
orde di Gengis Khan, di cui si dicevano cose terribili, nella città
si formarono due diverse fazioni: c'era chi intendeva difendersi a
ogni costo, fino alla morte se necessario, e chi invece riteneva più
ragionevole trattare con l'invasore.
Cercheremo una Terza Via fra vittoria e
sconfitta, dicevano; faremo come Clinton e Tony Blair, vedremo di
collaborare con le forze soverchianti dell'avversario per il bene di
tutti. E a chi si opponeva rispondevano: voi non capite. Noi siamo
come Copernico, come Galileo*, guardiamo lontano, a mondi nuovi.
Così prevalse l'opinione riformista, e
gli emissari della città si recarono a interloquire con Gengis Khan,
il capo dell'Orda. O potentissimo! si prostrarono. Siamo qui ad
offrire amicizia dalla nostra città, pace e benessere per tutti.
Gengis li guardava in silenzio. Qui ci sono le chiavi della città, e
patti di amicizia eterna, continuarono. Gengis continuava a guardarli
senza parlare. Alla fine rispose: be', si può fare. Mi dicono però
che nella vostra città non tutti siano di questa opinione, ci sono
oppositori estremisti che invece vorrebbero lottare. Gli emissari non
poterono negare. E come potrei fidarmi di voi se le cose stanno così?
Portatemeli qua in catene e sarò più rassicurato, l'accordo si
potrà fare. Gli emissari si guardarono e parlottarono fra loro.
Tornati in città, nottetempo imprigionarono tutti gli oppositori e
li portarono in catene a Gengis. Bene, siete stati di parola – e
gli regalò un anellino. Ma quella vostra città, con quelle mura e
quelle porte... come posso fidarmi? Se credete veramente nella nostra
amicizia, quelle mura vanno abbattute. Un po' perplessi, gli emissari
tornarono e iniziarono ad abbattere le mura, tranquilli, le
trattative stanno andando bene, dicevano agli abitanti.
Molto bene, disse Gengis – e donò
loro un altro anellino. Ma, sapete, i miei uomini vengono da lontano,
sono stanchi e affamati: in segno di amicizia, portatemi qualche
cassa d'oro per comprare cibo e le vostre più belle ragazze che si
possano finalmente divertire un po'.
Gli emissari titubarono un po', ma a
questo punto come si faceva a tornare indietro? L'obiettivo oramai
era a portata di mano, meglio fare come diceva, un ultimo sacrificio
ed era fatta.
Quando tornarono, Gengis non sembrava
più così di buon umore. Sapete una cosa? I vigliacchi non mi sono
mai piaciuti. Li fece prendere e decapitare. Dopo di che passò a
depredare la città e a raderla al suolo.
Poi passò avanti, a un'altra città.
Poi passò avanti, a un'altra città.
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