Quando si profilarono all'orizzonte le
orde di Gengis Khan, di cui si dicevano cose terribili, nella città
si formarono due diverse opinioni: c'era chi intendeva difendersi a
ogni costo, fino alla morte se necessario, e chi invece riteneva più
ragionevole trattare con l'invasore.
Cercheremo una Terza Via fra vittoria e
sconfitta, dicevano; faremo come Clinton e Tony Blair, vedremo di
collaborare con le forze soverchianti dell'avversario per il bene di
tutti. E a chi si opponeva rispondevano: voi non capite. Noi siamo
come Copernico, come Galileo*, guardiamo lontano, a mondi nuovi.
Così prevalse l'opinione riformista, e
gli emissari della città si recarono a interloquire con Gengis Khan,
il capo dell'Orda. O potentissimo! si prostrarono. Siamo qui ad
offrire amicizia dalla nostra città, pace e benessere per tutti.
Gengis li guardava in silenzio. Qui ci sono le chiavi della città, e
patti di amicizia eterna, continuarono. Gengis continuava a guardarli
senza parlare. Alla fine rispose: be', si può fare. Mi dicono però
che nella vostra città non tutti siano di questa opinione, ci sono
oppositori estremisti che invece vorrebbero lottare. Gli emissari non
poterono negare. E come potrei fidarmi di voi se le cose stanno così?
Portatemeli qua in catene e sarò più rassicurato, l'accordo si
potrà fare. Gli emissari si guardarono e parlottarono fra loro.
Tornati in città, nottetempo imprigionarono tutti gli oppositori e
li portarono in catene a Gengis. Bene, siete stati di parola – e
gli regalò un anellino. Ma quella vostra città, con quelle mura e
quelle porte... come posso fidarmi? Se credete veramente nella nostra
amicizia, quelle mura vanno abbattute. Un po' perplessi, gli emissari
tornarono e iniziarono ad abbattere le mura, tranquilli, le
trattative stanno andando bene, dicevano agli abitanti.
Molto bene, disse Gengis – e donò
loro un altro anellino. Ma, sapete, i miei uomini vengono da lontano,
sono stanchi e affamati: in segno di amicizia, portatemi qualche
cassa d'oro per comprare cibo e le vostre più belle ragazze che si
possano finalmente divertire un po'.
Gli emissari titubarono un po', ma a
questo punto come si faceva a tornare indietro? L'obiettivo oramai
era a portata di mano, meglio fare come diceva, un ultimo sacrificio
ed era fatta.
Quando tornarono, Gengis non sembrava
più così di buon umore. Sapete una cosa? I vigliacchi non mi sono
mai piaciuti. Li fece prendere e decapitare. Dopo di che passò a
depredare la città e a raderla al suolo.
Poi passò avanti, a un'altra città.
Poi passò avanti, a un'altra città.









