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Nazionalismi fuori tempo massimo
Nella prima metà dell'Ottocento
Tocqueville scrisse che gli stati nazionali erano destinati a
tramontare a fronte degli stati-continente (come Russia e Stati Uniti
d'America).
Non era in realtà una riflessione
nuova, era solo detta esplicitamente: ma già Carlo V (o Carlo I a
seconda dei punti di vista) nel Cinquecento aveva cercato di creare
uno stato unico europeo unendo Spagna e sacro Romano Impero; e la
politica inglese da Elisabetta I in avanti può essere letta come
tentativo di impedire appunto la formazione di questo stato
continentale europeo che avrebbe inevitabilmente soggiogato la
piccola Gran Bretagna: e quindi guerra contro la Spagna prima, contro
la Francia poi, ai tempi di Luigi XIV e di Napoleone, e infine contro
la Germania.
Gli stati nazionali che si sono formati
nell'Ottocento erano quindi inevitabilmente in ritardo. E chi era
nazionalista nel Novecento – a parte i disastri che questo ha
comportato – appare già fuori dal tempo. Per non parlare allora di
chi è nazionalista adesso: è un po' come chi difendeva l'autonomia
(per dire) del Ducato di Modena nell'Ottocento: per carità, magari
aveva anche le sue ragioni: ma era del tutto e irrimediabilmente
fuori tempo massimo.
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