sabato 7 febbraio 2026

Nazionalismi fuori tempo massimo

Nella prima metà dell'Ottocento Tocqueville scrisse che gli stati nazionali erano destinati a tramontare a fronte degli stati-continente (come Russia e Stati Uniti d'America).
Non era in realtà una riflessione nuova, era solo detta esplicitamente: ma già Carlo V (o Carlo I a seconda dei punti di vista) nel Cinquecento aveva cercato di creare uno stato unico europeo unendo Spagna e sacro Romano Impero; e la politica inglese da Elisabetta I in avanti può essere letta come tentativo di impedire appunto la formazione di questo stato continentale europeo che avrebbe inevitabilmente soggiogato la piccola Gran Bretagna: e quindi guerra contro la Spagna prima, contro la Francia poi, ai tempi di Luigi XIV e di Napoleone, e infine contro la Germania.
Gli stati nazionali che si sono formati nell'Ottocento erano quindi inevitabilmente in ritardo. E chi era nazionalista nel Novecento – a parte i disastri che questo ha comportato – appare già fuori dal tempo. Per non parlare allora di chi è nazionalista adesso: è un po' come chi difendeva l'autonomia (per dire) del Ducato di Modena nell'Ottocento: per carità, magari aveva anche le sue ragioni: ma era del tutto e irrimediabilmente fuori tempo massimo.



Nessun commento:

Posta un commento