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mercoledì 18 novembre 2015

Breve storia di (quasi) tutto.

Bill Bryson – TEA

Leggendo questo libro si imparano molte cose interessanti, tipo:
  • asteroidi: nella sua circonvoluzione attorno al sole, la terra incrocia ogni giorno la fascia degli asteroidi, composta da milioni di elementi delle dimensioni più varie, anche enormi, e di cui non si conosce esattamente la posizione. In teoria, ogni giorno potrebbe esserci un impatto con un asteroide in grado di cancellare la vita dalla terra. Il tempo fra l'avvistamento di questo asteroide gigante e l'impatto sarebbe di qualche secondo. Be', finora non è successo. Se sentite uno strano rumore improvviso, però, attenti (per quel che può servire)
  • glaciazione: il vero pericolo non è il surriscaldamento globale, ma una possibile glaciazione innescata da questo (hanno anche fatto un film su questo). Le glaciazioni tendono infatti ad avere un feedback positivo, più ghiaccio c'è, più la luce (e il calore) viene rimbalzato, e quindi più ghiaccio si forma; e via così, fino a coprire l'intero pianeta. Se finora non è successo, è perché ci sono faglie attraverso cui emerge il magma del nucleo interno, dove resta il calore impedendo la glaciazione totale. Lì si annidano batteri che sopportano temperature elevatissime nella parte esposta al magma (nell'ordine delle migliaia di gradi) e bassissime sul lato esposto al freddo (centinaia di gradi sottozero). E' da questi batteri che verosimilmente è ripresa la vita (quando una glaciazioni in tempi antichissimi aveva ricoperto tutta la terra)
  • dilettanti: molte scoperte nel campo della geologia (quelle che ad esempio hanno portato a stimare correttamente l'età della terra e a dare un colpo definitivo quindi al creazionismo) sono state fatte da perfetti dilettanti inglesi o tedeschi, che andando in giro in campagna hanno notato fenomeni particolari e ne hanno cercato e trovato (magari mettendoci gli sforzi di decenni o di tutta la vita) possibili spiegazioni. Interi fossili giganti sono stati trovati ed estratti da ragazze illetterate in anni e anni di duro lavoro;

e tanto altro ancora. E' per ragazzi, certo, ma ne vale la pena.

lunedì 26 luglio 2010

L'uomo-macchina

Alla fine dell’Ottocento, in nazioni in fondo tecnologicamente e industrialmente meno sviluppate come la Francia, mito dell’homme-machine, ovvero dell’individuo creativo che assistito da una singola macchina aggiornatissima, ribalta i rapporti di forza con i paesi massicciamente più forti (Inghilterra, Germania, Stati Uniti, ecc.). Da qui il mito dell’aviatore, dell’automobilista, del ciclista, ecc. Sempre in Francia, in quel periodo, ruolo importante della letteratura nel promuovere il revanscismo, lo sciovinismo, il nazionalismo, ecc.
Da qui qualche decennio dopo (per le nazioni ancora più arretrate e provinciali) il fiumanesimo e il futurismo italiani.
 
(sempre secondo Wolfgang Schivelbaum, reazioni culturali simili nei popoli sconfitti – sudisti, francesi dopo Sedan, tedeschi dopo la prima guerra mondiale: all'inizio c'è la ricerca di un capro espiatorio, spesso i capi o ipotetici traditori; poi la fiducia non si sa bene perché nella benevolenza del vincitore; successiva delusione e infine la convinzione della propria superiorità spirituale, artistica e morale, che prima o poi riemergerà, distinguendosi dal mondo meccanico, vile e corrotto dei vincitori.
Sorprendente analogia di quest’ultima fase con la formazione del cristianesimo, verosimilmente all’origine un movimento politico di liberazione sconfitto dai Romani, e da allora in attesa di una revanche spirituale.)

domenica 25 luglio 2010

Alcohol (und sex)

Sembra sia dimostrata la connessione fra la frustrazione sessuale e l’abuso di alcool.
E anche fra l’abuso di alcool e la riduzione dell’ossitocina, vale a dire la sostanza che facilita le relazioni sociali, disinibisce e favorisce gli incontri sessuali.
Vuoi dire allora che tutto è iniziato quella prima volta a quattordici anni quando a una festa si è bevuto troppo perché lei non ti cagava? Da lì la catena infinita alcool - no ossitocina – no sex – alcool?
Qualcuno avrebbe dovuto avvisare.

lunedì 22 marzo 2010

Etica innata?

Una ricerca americana, ponendo gli intervistati di fronte a diverse alternative (salvare un ciccione sui binari o i passeggeri di un treno che sta deragliando? ecc.), ha rilevato una serie di cose interessanti:
1) che piccole riformulazioni delle alternative portano a scegliere comportamenti molto diversi, ovvero: non c’è continuum, si passa proprio da un categoria all’altra su dettagli
2) c'è una forte omogeneità delle risposte anche nei casi difficili, ovvero certi comportamenti vengono giudicati giusti o ingiusti da maggioranze chiare degli intervistati, il 90% e oltre
3) le valutazioni agiscono anche su casi astratti e non fanno riferimento all’utile personale
4) persone di estrazione sociale, cultura, nazionalità e religione differente danno risposte simili, ovvero l’etica se non proprio innata è almeno culturalmente molto radicata.

da ricerche fatte sul comportamento dei soldati in guerra (Soldaten), sembra che di fronte ad un evento nuovo l’individuo tenda a comportarsi come il gruppo; e dopo la prima volta, tenda a ripetere la scelta anche da solo.
In altre parole, di fronte a una crudeltà da commettere (ad esempio uccidere dei civili inermi e innocenti), si è molto influenzati dagli altri e dal gruppo di riferimento – anche se non necessariamente. Un individuo può fare anche cose diverse di testa sua – ma è molto raro. Ma soprattutto, dopo continuerà a farle. Se casualmente è stato un eroe, continua. Se è stato vigliacco, anche. Tutto sommato il punto di divaricazione è molto prossimo e quasi casuale (ma in questo sta l’importanza della cultura: sul discrimine, essere indotti da piccoli dettagli a fare la scelta giusta).