Di pomeriggio, improvvisamente iniziava
dalla casa accanto un canto lagnoso, accompagnato da un organetto.
Erano gli aderenti alla Chiesa del Regno di Dio, una piccola setta
protestante, che si riunivano tre volte alla settimana e durante la
funzione cantavano. Ma erano canti strani, sempre diversi, sgraziati:
senza che ci fosse una qualche melodia riconoscibile, come se fossero
stati scritti da qualcuno che di musica non ne capiva niente (una
cosa autoprodotta fra di loro, immagino). Poi li vedevamo giù in
cortile, grigi e dimessi, che se ne andavano a casa.
Quando misero il citofono, il nome tutto intero non ci stava e quindi venne scritto solo “Regno di Dio”. Così, se uno suonava il campanello, poteva poteva accedere direttamente alle beatitudini celesti.
Quando misero il citofono, il nome tutto intero non ci stava e quindi venne scritto solo “Regno di Dio”. Così, se uno suonava il campanello, poteva poteva accedere direttamente alle beatitudini celesti.
[poi, quando in zona sono cresciuti i
valori immobiliari, hanno venduto e si sono trasferiti in periferia,
una villetta con giardino dove i loro canti probabilmente continuano
ad innalzarsi al cielo]