sabato 6 giugno 2026

I romani e l'Alto Adige

Anni fa ero nella sala di aspetto di un pronto soccorso di un ospedale in Alto Adige (anzi Sudtirolo che è più preciso). Di fianco a noi una famiglia di romani in vacanza (genitori, bimbi, ragazzi, nonni), che aspettavano il responso su un loro parente. Passano le ore, e intanto mangiano: biscotti, caramelle, snack, bibite. E commentano: ma com'è pulito qui. Da noi non sarebbe così. Questo sì che è un ospedale come si deve, guarda che meraviglia! Mica come da noi, dove sarebbe tutto sporco e in disordine. Qui sì...
E aspettano e sgranocchiano. Finalmente arriva il dottore con il responso, tutto a posto, sta bene ma per prudenza stanotte lo ricoveriamo, potete andare. Ah grazie dottore, che sollievo! Tutti felici si alzano, prendono tutte le cartacce e i bicchieri di plastica vuoti, li buttano per terra (lì di fianco c'è un grosso cestino vuoto che viene ignorato) e se ne vanno.


(per anni mi sono chiesto perché lo avessero fatto. Forse per invidia? Forse volevano che quel bell'ospedale diventasse sporco come i loro? Ma non sembravano malevoli.
Tempo dopo ho capito. Semplicemente, pensavano che dal muro sarebbe spuntato qualche gnomo a pulire tutto. La pulizia per loro voleva dire che c'era un'inserviente che puliva, non che fossero loro a non sporcare.)

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